Liberalizzazione reale o immaginaria?

Ci troviamo in una situazione particolarmente delicata per il mercato dove continuano a prevalere le incertezze e la crescita continua a stentare. Tra le poche “sicurezze” resta il caro carburanti, le prospettive non sono rosee anche se si inizia a parlare di liberalizzazioni, ma in che modo? Sono reali o semplicemente insieme alla corsa agli sconti sono solo fumo negli occhi?

Giuseppina Caporale alla guida della Lubriservice da 40 anni, festeggiati nel 2012, ha molto da raccontare su questo comparto. «Dagli anni ‘80 non c’è mai stato un caro benzina simile – precisa – costi che non incidono semplicemente sulle tasche di chi deve fare il “pieno” ma su tutta la catena di distribuzione perché l’aumento stesso va ad incidere su tutti i beni trasportati su strada. Riassorbire questi costi per le imprese di produzione non è assolutamente facile. Purtroppo continuiamo a dipendere dai pochi che possiedono i pozzi estrattivi ed il petrolio continua ad essere l’unico prodotto non legato all’economia reale: chi opera con il gasolio e le sostanze lubrificanti per l’industria, come le aziende metalmeccaniche, ora è assolutamente svantaggiato e non c’è molto che possiamo fare.

Nel settore lubrificanti industriali di cui ci occupiamo direttamente, nei primi sei mesi di questo 2012 c’è stato un calo del 12/14% e quello che abbiamo potuto constatare direttamente con amarezza è che sono sempre di più le aziende storiche a dover chiudere in regione. Oggi riesce ad andare avanti solo chi ha saputo fare degli investimenti in tempi non sospetti principalmente all’estero. Le società petrolifere stanno ormai puntando solo sull’attività di estrazione che è la più redditizia, non vogliono altri rischi ed il resto della catena di attività sta passando nelle mani della Russia, della Malesia, di grandi colossi da cui non possiamo sapere cosa aspettarci.

Si è parlato di liberalizzazioni anche per il settore carburanti, ovvero i gestori di impianti di distribuzione titolari della relativa autorizzazione petrolifera avranno la possibilità di fornirsi direttamente da qualsiasi produttore o distributore, ma in realtà i distributori di proprietà sono rarissimi e allo stesso modo anche gli sconti applicati al fine settimana sono più un volano pubblicitario che altro, non comportano un effettivo risparmio. Un altro dato sconcertante resta il calo nella vendita delle auto: 900 mila contro i 2 milioni del mercato potenziale, partecipando a fiere estere sono principalmente negativi i dati raccolti».
Parlando invece di energie alternative, possono rappresentare una opportunità?
«Purtroppo fino a quando le grandi compagnie petrolifere nel mondo avranno come principale interesse l’estrazione, non potrà esserci un sorpasso delle energie alternative. I numeri attuali sono ancora bassi ed in futuro il petrolio sarà semplicemente sostituito dal gas che può essere trasformato e usato in eguale modo».

Siamo un paese di confine quindi molti risolvono il problema spostandosi in Slovenia.
«Sì questo ha comportato una diminuzione dei consumi nelle zone confinanti pari al 40% ma purtroppo non risolve l’aumentare dei prezzi sui beni di largo consumo. Inoltre i distributori hanno un guadagno molto basso dalla rivendita della benzina, una soluzione sarebbe una defiscalizzazione della stessa. In Italia in un anno il prezzo della benzina è aumentato di 32 centesimi al litro, determinato da un aumento di +20 centesimi di imposte e +17 di prodotto finito, per il gasolio il prodotto finito è aumentato di + 7 centesimi. Nessun altro paese dell’Unione ha aumentato nello stesso periodo il costo per un importo a due cifre, ad eccezione della Finlandia (dati FIGISC/ANISA NEWS 2012). Non dimentichiamo poi che insieme all’industria di questa situazione ne sta soffrendo molto anche l’agricoltura».

La situazione non è facile, come si è attrezzata la vostra realtà?
«Una valutazione concreta che possiamo fare oggi è che l’unica risorsa che attualmente riesce a sostenere le imprese è la qualità dei loro prodotti. Il settore lubrificanti, che ci riguarda in modo diretto, ad esempio ha perso consumi fino al 30% negli ultimi due anni. Il segreto oggi è nella riqualificazione della propria offerta e nel servizio dato. Nel nostro piccolo abbiamo sempre puntato alla qualità e abbiamo scelto di unirci con la Fiorese spa di Rossano Veneto per entrare nel mercato dei motori a gas che in regione sono ancora molto poco diffusi ma ritengo possano rappresentare il futuro sia per il trasporto privato che pubblico. Altra iniziativa che desideriamo intraprendere è la formazione interna all’azienda per i nostri clienti, ovvero offrire agli stessi dei momenti di incontro in cui andremo a raccontare cosa il mercato offre e come la qualità è sinonimo di risparmio e quindi molto importante saper scegliere i prodotti più giusti».

16 luglio 2012